TEST FINALI DI APPROVAZIONE DEL CARRELLO ELEVATORE AGRIA TH 120 X4 HYDROSTATIC

 

Nuovo Modello TH 120 X4 con: Impianto idrostatico Poclain e 4 motori alle ruote, Motore Kubota tre cilindri cavalli 26.

Test finali presso il campo prove della Poclain France massima pendenza e massimo carico. Grande manegevolezza e potenza insieme.

 

Test sulla sabbia.

Piccoli GIganti

LA VITA E' UN BENE PREZIOSO, DIFENDIAMOLA

Presi dalle necessità e dagli impegni giornalieri spesso sottovalutiamo la sicurezza intrinseca dei mezzi agricoli.

Le battaglie intercorse per la messa a norma dei mezzi , soprattutto per ridurre il pericolo di ribaltamento, è stata causata da innumerevoli incidenti accorsi negli anni.

Ma anche l'utilizzo improprio di "muletti" e di macchine non a norma può portare a incidenti anche mortali.

Nella cronaca sono presenti molti esempi anche di questo.

La nostra professionalità ed esperienza a vostra completa disposizione per evitare che ciò  non accada, ma, soprattutto, che la vita lavorando sia un piacere.

 

Fabio Beltrami

 Agrimac Italia

By OfficineB

Link ad alcuni degli incidenti accorsi negli scorsi anni

 

Link1     Link2     Link3

 

CIRCOLAZIONE STRADALE DEI CARRELLI ELEVATORI.

Ancorchè non progettati per lunghi spostamenti su strada i carrelli elevatori idrostatici, vuoi per esigenze di spostamenti tra varie particelle di terreno, vuoi per semplice carico di materiale in aree pubbliche l'esigenza di targare il mezzo può essere presente.

Contattateci nel caso.

per specifiche esigenze, invece è possibile circolare con un carrello elelvatore anche senza targa, richiedendo un apposito permesso annuale rinnovabile.

 a sensi del Decreto della Direzione Generale per la motorizzazione del 14/01/2014

Link Decreto Direzione Generale Trasporti

Semplificando il carrello elevatore, debitamente assicurato, e , dopo aver richiesto ed ottenuto il permesso di circolazione alla motorizzazione competente per territorio, potrà circolare nel'ambito delle località e delle strade su cui il carrello stesso è autorizzato a circolare.

Consultateci per la compilazione della domanda, i nostri tecnici saranno lieti di assistervi.

AGRIMAC ITALIA

 

Ufficio tecnico

 

 

 

RELAZIONE SULL'USO DEI SOLLEVATORI POSTERIORI IN AGRICOLTURA

In agricoltura si fa ancora molto uso di sistemi di sollevamento posteriore, detti "muletti" montati sul sollevatore posteriore di trattrici agricole, con questo documento proviamo a fare chiarezza sull'argomento , abbastanza complesso.

L'uso di una trattrice agricola dotata di “muletto” come di un sistema di sollevamento, pur se omologato, non è la condizione ottimale dal punto di vista normativo e della sicurezza, rimangono molti dubbi sull'utilizzo di queste apparecchiature.

La relazione che potrete scaricare cliccando qui sotto può aiutarci a comprendere che l'acquisto di un carrello fuoristrada , oltre che migliorare la vostra produttività e risparmiare può essere anche un modo per lavorare con più tranquillità.

 

SCARICA IL DOCUMENTO

La Manutenzione

 

I carrelli elevatori, di qualsiasi tipo , marca e modello, devono essere sottoposti a verifiche periodiche, consigliamo ai nostri clienti alcuni controlli da eseguirsi ad intervalli prefissati.

Controlli:

Oltre ai cambi oli e filtri , da effettuarsi secondo le specifiche del costruttore, Agrimac consiglia i primi controlli periodici a breve scadenza sulla macchina e altri da eseguirsi ad intervalli prefissati.

I controlli interessano il motore, le parti idrauliche, i ponti e i collegamenti elettro-idraulici, e sono fondamentali per garantire una lunga durata del carrello.

Logicamente la completa garanzia dei carrelli Agrimac dipende dalla stretta osservanza degli intervalli di manutenzione, e dalla esecuzione della stessa da parte di tecnici Agrimac o da officine da noi autorizzate.

Di seguito riportiamo le schede di manutenzione programmata minima dei carrelli elevatori fuoristrada Agrimac , nuovi ed usati.

 

 

MODELLI TH160, TH175C e TH210 nuovi

MODELLI TH250, TH300 e TH 350 nuovi

MODELLI TH30.21 e TH30.25 usati

CONTROLLI PERIODICI A NORMA DI LEGGE.

I carrelli elevatori sono sottoposti, a norma di legge (titolo III del decreto legislativo 81/2008, Art. 71) ad una serie di controlli periodici, a prescindere se essi siano , nuovi, usati, targati , o meno.

Questo vale, ovviamente per ogni tipo di veicolo od attrezzatura industriale, a prescindere dall'utilizzo o dal tipo di azienda, anche agricola.

Questo tipo di verifiche non fa parte della manutenzione programmata consigliata dal fabbricante, ma è un vero e proprio obbligo di legge, volto a garantire e mantenere nel tempo le garanzie di sicurezza richieste minime del mezzo.

I carrelli elevatori si dividono in due categorie principali, quelli costruiti ante marcatura EPSILON (la marcatura CE, obbligo dal 1996). Fino a quella data i carrelli elevatori erano costruiti in accordo alle specifiche del DPR 547/55.

Le verifiche di questi ultimi carrelli, prodotti prima della marcatura CE non saranno solo rivolte al mantenimento delle garanzie minime di sicurezza, ma saranno rivolte alla integrazione dei requisiti minimi stabiliti dalle nuove normative, compreso la verifica di rumore, emissioni e vibrazioni. Questo implica come minimo l'obbligatoria installazione a bordo di sistemi quali luci, cinture, avvisatori e la messa a norma dell'intera struttura, se necessario.

In caso di incidenti, se verifiche successive stabilissero che questi interventi minimi non sono stati effettuati si potrebbe andare incontro a gravi responsabilità.

Per i carrelli elevatori la fattispecie dipende dall'utilizzo e dalla data di costruzione:

1) se il carrello è soggetto a sollevare carichi sospesi o persone, si devono effettuare i controlli previsti da ISPESL e USL, ovvero recarsi almeno annualmente presso enti abilitati o i laboratori dell'ISPESL per le verifiche, ovvero le stesse a cui sono sottoposti tutti i mezzi di sollevamento di carichi sospesi con portata superiore ai 200 Kg. Contattateci nel caso e vi aiuteremo nello svolgimento della pratica.

 Vedi circolare esplicativa del Ministero del Lavoro. Vista la sua complessità questa particolare fattispecie verrà trattata in un altro articolo.

2) il Carrello comunque è da sottoporre a verifiche trimestrali presso la sede dell'utilizzatore, volte a verificare lo stato di funi e catene, inoltre I carrelli elevatori, devono essere oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza e devono essere sottoposti alle verifiche periodiche previste dalla legge, il cui esito deve essere annotato su un apposito registro (Art. 71, D.Lgs. 81/2008).

3) se il carrello è stato prodotto prima del 1996, ovvero è privo di marcatura EPSILON o CE, lo stesso deve essere sottoposto a controlli minimo a cadenza annuale, fermo restando l'obbligo della verifica periodica di funi e catene.

4) se il carrello è dotato di accessori fissi quali rovesciatori o simili, occorre ricalcolare la portata del mezzo, e dotare lo stesso di una nuova targhetta raffigurante le curve dei carichi.

Siamo a completa disposizione per aiutarvi nelle problematiche relative alla manutenzione e alla verifiche periodiche della vostra flotta di carrelli di qualsiasi marca, e di adeguamento alle normative vigenti, non solo per la verifica di funi e catene, ma anche per consulenze su emissioni, vibrazioni, temperatura e rumore, per integrare la sicurezza, facilitare gli accessi del mezzo e altro richiesto.

AGRIMAC ITALIA

Ufficio tecnico

 

Uso di un carrello elevatore per il sollevamento di persone,

un po di chiarezza..

 

Premettiamo, per utilizzare un carrello elevatore frontale per il sollevamento di persone, per lavori in altezza si dovrebbe sottoporre il carrello a immatricolazione, prima verifica e verifica periodica come per qualsiasi gru e apparecchio di sollevamento,tipo i telescopici e i carrelli raccolta frutta, ai sensi del art 71 del Dlgs 81/08 e s.m.i. e dal decreto attuativo DM 11/04/2011.

Noi di Agrimac Italia siamo sensibili a questo problema, in quanto i carrelli frontali fuoristrada da noi distribuiti in Sud Europa sono particolarmente adatti a lavorare sui terreni accidentati, e , in determinate situazioni possono essere l'unico mezzo in grado di permettervi di lavorare in altezza.

Detto questo per i carrelli elevatori a forche, che sappiamo essere gli unici mezzi di sollevamento non sottoposti a tale tipo di verifiche periodiche ed a immatricolazione, esiste una diversa fattispecie:

 

Il Decreto legislativo 81/2008 proibisce, come regola generale, l’uso di una macchina per una funzione per la quale non è stata progettata.

Tuttavia tale uso è ammesso “a titolo eccezionale” (punto 3.1.4 dell'allegato VI DLgs. 81/2008) nei casi previsti dal parere del 10 febbraio 2011 della Commissione Consultiva a condizione “che vengano prese adeguate misure di sicurezza conformemente a disposizioni di buona tecnica”.

La normativa  definisce esattamente quando si può utilizzare una macchina non progettata per il sollevamento di persone, e senza verifiche da parte dell'INAIL o delle aziende autorizzate.

  • Quando si tratti di operare in situazioni di emergenza;

  • Per attività la cui esecuzione immediata è necessaria per prevenire situazioni di pericolo, incidenti imminenti o per organizzare misure di salvataggio;

  • Quando per l’effettuazione di determinate operazioni rese necessarie dalla specificità del sito o del contesto lavorativo le attrezzature disponibili o ragionevolmente reperibili sul mercato non garantiscono maggiori condizioni di sicurezza.

Il risultato è che alcuni pubblicizzano delle ceste “omologate CE” per il sollevamento di persone.

 

Tuttavia si ribadisce che le attrezzature non assemblate con la macchina di sollevamento utilizzate con macchine progettate per il sollevamento di materiali allo scopo di sollevare persone sono esplicitamente escluse dal campo di applicazione della direttiva n. 2006/42/CE (D.Lgs. n. 17/2010) non configurandosi:

1) come ‘attrezzature intercambiabili’ in quanto non modificano la destinazione d’uso della macchina, ai sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera b) della Direttiva macchine n. 2006/42/CE (D.Lgs. n. 17/2010, articolo 2, comma 2, lettera b));

2) come ‘accessori di sollevamento’ essendo parte integrante del carico ai sensi dell’art. 2 - comma 2 - lettera d) della Direttiva macchine 2006/42/CE (D.Lgs. 17/2010 - art. 2 - comma 2 - lettera d))”.

E, per quanto detto:

questa tipologia di attrezzature per il sollevamento di persone non può recare la marcatura CE.

 

Ribadiamo, se i cestello è “marcato CE” sicuramente non è a norma , in quanto per il produttore non è possibile marcarlo.

 

In particolare, i principali aspetti che devono essere presi in considerazione, come meglio dettagliati nei paragrafi successivi, dal datore di lavoro che si accinge ad impiegare eccezionalmente questa tipologia di attrezzature di lavoro sono i seguenti:

 

Caratteristiche delle attrezzature di lavoro

  • stabilità, resistenza e portata del sistema in relazione alla nuova configurazione di carico e al collegamento tra cesta/cestello e la macchina di sollevamento;

  • accesso alla cesta/cestello.

  • stato di manutenzione e conservazione dell’attrezzatura di lavoro

  • corretta installazione della cesta/cestello;

  • protezione contro il rischio di contatto con organi mobili

Ambiente di lavoro

  • idoneità del sito in cui si deve operare (livellamento, condizioni e stabilità del suolo, adeguata visibilità etc.);

  • delimitazione della zona di intervento e divieto d’accesso al personale non coinvolto.

  • condizioni atmosferiche; al riguardo, occorre individuare i parametri ambientali limite per l'operatività (velocità del vento etc…);

  • individuazione e controllo delle possibili cause di interferenza fra strutture fisse e cesta/cestello durante i movimenti;

  • rispetto delle distanze di sicurezza dalle strutture fisse;

  • predisposizione di misure idonee a prevenire la caduta di oggetti.

 

Formazione del personale e modalità di utilizzo delle attrezzature di lavoro

  • individuare la configurazione adatta all’intervento da svolgere (ad es. scegliere il carrello e la cesta/cestello adatti in considerazione delle altezze da raggiungere e del numero di persone coinvolte);

  • mettere a disposizione dispositivi di protezione individuale, con particolare attenzione a quelli contro le cadute dall’alto;

  • recupero dell’operatore in caso di guasto, malfunzionamento etc.;

  • nomina di un sovraintendente alle operazioni o di un capo manovra;

  • impiego di personale specificamente formato ed addestrato;

  • garanzia di assistenza continua terra-bordo con possibilità di agevole comunicazione; • utilizzo di messaggi codificati per la comunicazione (segnaletica vocale/gestuale) di sicurezza terrabordo e viceversa;

  • limitazione della velocità di sollevamento.

Il datore di lavoro, pertanto, pur non essendo obbligato a immatricolare presso i registri INAIL i mezzi di sollevamento la macchina, è comunque obbligato a formare i dipendenti, e a effettuare tutta una serie di verifiche sulle macchine e sui luoghi di lavoro al fine di essere comunque in regola.

Alcune modifiche potranno essere necessarie sul carrello stesso, per aumentare la sicurezza complessiva del mezzo.

Non solo, queste procedure devono essere messe per iscritto a disposizione delle autorità preposte al controllo. Il fatto che il veicolo circoli in aree private e non sia targato non esime il datore di lavoro a provvedere comunque, dato che si tratta di attività che esulano dalla circolazione stradale.

Viste le limitazioni di legge riteniamo che trattasi di una questione complicata e che deve essere valutata attentamente, per evitare problemi legali ed assicurativi in caso di un malaugurato incidente.

Non fidatevi pertanto di chi vi consiglia di “usare una cesta omologata” per risolvere tutti i vostri problemi.

Siamo a vostra completa disposizione per ogni chiarimento e per aiutarvi a risolvere eventuali problemi tecnico – normativi.

 

AGRIMAC ITALIA

 

Ufficio tecnico